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FONDAZIONE MUSICALE SANTA CECILIA
PORTOGRUARO - VENEZIA
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“Il doppio” La proposta dell’Estate Musicale di Portogruaro 2010 riguarda un tema che equivale ad un’immersione totale nel mondo poetico del romanticismo: il tema del Doppio. Ciò non significa che il tema non si presti a un’infinita serie di analogie con la musica di altre epoche, ed in particolare col ’900, essendo un tema più generalmente psichico ed essendo la musica legata con un filo strettissimo alla dimensione della psiche. Tuttavia, nel corso dell’800 e in particolare nell’ambito di quello straordinario fenomeno che chiamiamo romanticismo tedesco, il tema del doppio conosce una fortuna immensa, a partire da quel caposaldo della letteratura romantica che sono i Racconti di E.T.A. Hoffmann. Poche opere letterarie influenzarono l’ambiente musicale come questa raccolta e lo stesso Robert Schumann, che dal mondo letterario trasse costantemente la linfa vitale che generava la propria musica, fece di questa idea quasi un’ossessione. Il grado d’immedesimazione nel musicista Kreisler, nato dalla penna di Hoffmann, fu tale che costui divenne una sorta di alter ego per Schumann. Come poi ignorare la passione senza freni che il compositore tedesco nutrì per lo scrittore Jean Paul Richter, autore di straordinari, irregolari, capolavori tra cui quel Flegeljahre in cui il doppio trova la sua più completa realizzazione poetica con i due protagonisti, i fratelli Walt e Vult? Essi furono indubbiamente l’origine di quello sdoppiamento psichico che Schumann riconobbe nelle proprie metà opposte Florestan ed Eusebius. Come poi non riconoscere i segni di una poetica dello sdoppiamento nella musica di Schubert, che ebbe a dire nella sua più celebre lettera: quando volevo cantare l’amore, esso si trasformava per me in dolore; e se allora volevo cantare solo il dolore, si trasformava per me in amore. Parole che sarebbe pretestuoso voler far assurgere a un’estetica compiuta, se non fosse che esse trovano un continuo riscontro in termini puramente compositivi nella scrittura schubertiana. Vedasi l’ossessivo ricorso alle mutazioni armoniche maggiore/minore, l’esasperazione del conflitto tensione/risoluzione, nonché la scelta di testi che hanno duplici chiavi di lettura. L’esempio più famoso è l’inquietante Doppelgänger ma anche la figura dell’Erlkönig, il Re degli elfi. Comune a molti testi della musica schubertiana è una generale doppiezza del registro narrativo, improntato spesso sull’analogia o sulla metafora come realtà parallela. Molte altre ancora sono le implicazioni del tema che l’Estate Musicale ha deciso di adottare, evocate dalle figure di Eco, Narciso, Undine. Per esempio, la doppiezza delle opere simbolistiche. Le forme doppie come il Dumka o il Pantoum. O perfino le opere umoristiche. L’Humor si serve di un doppio della realtà e per questo contribuisce a rivelarcela. Specchi, maschere, riflessi, ombre, simboli, animeranno questa estate musicale.
Enrico Bronzi |
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