FORGOT YOUR DETAILS?

“Per sentieri di neve a un cor di foco”

200111-loc

“Per sentieri di neve a un cor di foco”

Arie e madrigali da uno studiolo seicentesco

 

Cantare oggi, in pieno ventunesimo secolo, le speranze d’amore, le sue passioni, i suoi dogliosi effetti, attraverso le musiche che risuonavano in una accademia o in uno studiolo privato di nostri predecessori quattro secoli fa.

Farne risuonare, odierne, le voci passate, che non temono la barriera del tempo.

Le musiche dei grandi maestri, Monteverdi, Caccini, Marini, Marenzio, Frescobaldi, uomini che stavano cambiando il corso dell’arte musicale, sulle parole dei poeti, Tasso, Marino, Achillini, Chiabrera, Guarini, che meglio di chiunque altro dipingevano la loro era.

Quella che si canta è una lunga schermaglia amorosa, fatta di speranze interrotte, di baci mordaci, di fiori rugiadosi, di donne amate che disprezzano l’amore, di guerrieri che si offrono alla gloria imperiale, di sospiri che escono dalla bocca dell’amata, tra il cantare inimitabile degli uccelli e venti che portano il profumo e la rinnovata vita della primavera.

Tutto per cantare l’amore, l’irresistibile sentimento che rende inutile qualsiasi difesa, e contro il quale nessun allarme, nessuna sortita avranno successo.

L’amore, il nemico insidioso che espugnerà la rocca del cuore, il tiranno protervo che distrugge le difese, imprigiona senza pietà e uccide qualsiasi resistenza.

Sarà il meraviglioso viaggio di una lettera a confessare la resa.

Una lettera, una carta in cui, sotto forma d’inchiostro, stillare il cuore.

Parole che confessano l’amante indifeso di fronte alla forza invisibile d’amore, d’esso preda e trofeo.

Preda e trofeo della bellezza di lei e di quei suoi capelli: dolcissimi legami, lacci d’oro, bionde fila divine, stami preziosi. Quei riccissimi capelli, un labirinto dal quale l’anima non sa uscire, piogge d’oro che cadendo formano preziose procelle, che con onde d’oro ricadono bagnando l’amato seno.

Quel seno, dove lei porrà, dopo averla letta, la cara carta amorosa.

E chissà se da lì, da quel così felice luogo, le parole dell’amante giungeranno, per sentieri di neve, a un cor di foco.

 

Walter Testolin

 

 


 

 

PROGRAMMA

 

 

Claudio Monteverdi (1567 – 1643)

Lettera amorosa “Se i languidi miei sguardi”

Interrotte speranze

Vaga su spina ascosa

 

Girolamo Frescobaldi (1583 – 1643)

Toccata terza

 

Biagio Marini (1594 – 1663)

Vezzosi augelli

 

Claudio Monteverdi

Se ‘l vostro cor, Madonna

Io che nell’otio nacqui, e d’otio vissi

 

Biagio Marini

S’io non ti toglio un bacio

 

Giulio Caccini (1550 – 1618)

Dolcissimo sospiro 

 

Luca Marenzio (1554 – 1599)

Questa di verdi erbette

(solo strumentale)

 

Claudio Monteverdi

Zefiro torna

Eccomi pronta ai baci

Augellin che la voce al canto spieghi

Leave a Reply

TOP